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Monthly Archives: maggio 2014

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DOVERA – La delusione è stata tanta per Carlo Viganò, candidato sindaco dio Dovera per Cambiamo Dovera. Come suo fratello (Giovanni, che si candidò sindaco per due volte a Pandino), ha perso per un pugno di voti: 16 in tutto (ai tempi Giovanni perse per 5). Mirko Signoroni con passione e Volontà è sindaco di Dovera. Ha ottenuto 887  voti, ma il paese è diviso: Viganò ne ha portati a casa 871 e Giuseppe Tomaselli 326. Viganò è il sindaco di Dovera (dove ha vinto), Signoroni il sindaco di Postino (dove ha vinto), Barbuzzera e Roncadello sono spaccate (Signoroni batte Viganò per un voto). Ma il voto è da leggere anche per altre ragioni: due assessori della giunta uscente (che si è ricandidata in massa con Signoroni), ovvero Massimo Mapelli e Maria Stella Cavalli, non sono entrati in consiglio comunale non raccogliendo un numero sufficiente di preferenze. Franca Santamaria, candidato vicesindaco di Viganò, ha ottenuto 91 preferenze, il candidato consigliere […]

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DOVERA – Il 27 maggio si apre per l’amministrazione comunale di Dovera un nuovo dissidio legale. Il tecnico comunale Roberto Diamanti (quello licenziato e poi reintegrato sul posto di lavoro per decisione del Tribunale) ha fatto nuovamente causa al comune di fronte al giudice del lavoro “avverso l’impugnazione di sanzioni disciplinari del richiamo verbale irrogata con provvedimento prot. n. 5011 del 17.07.2013 e del richiamo scritto” irrogato con provvedimento prot. n. 5011/1 del 17.07.2013″. Il comune è assistito da Giovanna Bugada.

di Sergio Di Cori Modigliani Il sentimento più diffuso tra il popolo pentastellato, in questo momento, è un misto di delusione avvilimento e sconcerto. Me ne rendo conto. Mi ricorda in parte l’atteggiamento dei tifosi di calcio romanisti che quest’anno si sentivano disperati per non aver vinto lo scudetto, e quindi non si sono goduti in pieno il fantastico -nonchè insperato- secondo posto con accesso alla Champions League. La maggior parte dei media sintetizza il risultato elettorale evidenziando la strabordante vittoria di Renzi e la sconfitta di Grillo. E la cosa finisce lì. A questo dato viene affiancato il cosiddetto “nuovo panorama” politico italiano (presentato con la consueta salsa mediatica da pensiero unico) come l’annuncio di un prossimo ventennio renziano. Se va bene. Alcuni, infatti, addirittura ne ipotizzano almeno quaranta, data la giovane età del premier fiorentino. Io non sono affatto d’accordo, anzi. Il trionfo elettorale di Matteo Renzi è […]

di Sergio Di Cori Modigliani E’ finita così, ieri mattina, la stagione del compromesso storico: con le manette. Intendiamoci, niente di male e ben venga l’esercizio del lavoro onesto di magistrati onesti. Il punto è che si verifica con un ritardo netto di 22 anni, circa mille settimane, pari a quei 8.000 giorni di straziante agonia -con qualche spumeggiante impennata di illusione da mitomani- che hanno segnato il tempo del disfacimento della nazione, del trionfo dei corrotti, e dell’impunità da parte dello Stato, che ha svolto la funzione di garanzia, aprendo la strada al più feroce, inaudito periodo di corruttela governativa mai registrato negli ultimi 60 anni in una nazione dell’Europa occidentale. Quando Frigerio e Greganti sarebbero dovuti andare sotto processo -per l’appunto 22 anni fa- non si è verificato. E chi ha oggi meno di 50 anni non lo può ricordare. Matteo Renzi, tanto per capirsi, era allora un […]