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https://www.facebook.com/movimentocinquestelle/videos/10154017896755813/ di Giorgio Sorial 8.000 partecipate, 84 miliardi di debito ai danni dei cittadini che pagano le tasse ma non ricevono servizi e devono mantenere con stipendi d’oro amministratori scelti dai partiti. Il MoVimento 5 Stelle quando va al governo delle città trova di tutto dentro questi poltronifici e li denuncia alla Corte dei Conti. Dopo lo smacco alle elezioni amministrative Renzi si preoccupa subito di boicottare proprio la Corte dei Conti in modo che non scoprano i danni provocati dal Partito democratico nelle partecipate dei Comuni italiani e sposta la giurisdizione sui bilanci delle partecipate italiane dalla Corte dei Conti alla giustizia ordinaria già oberata di lavoro. Un modo maldestro di nascondere la polvere sotto il tappetto, ma in questo caso la polvere è una montagna. I debiti pagati dai cittadini Le partecipate sono poltronifici dove vengono piazzati gli ex del partito, pronti a indebitare i bilanci e mai […]

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di Sergio Di Cori Modigliani La valorizzazione del concetto di “annuncio”, che in Italia, dal punto di vista della comunicazione, ha sostituito sia i contenuti che la sostanza, sta iniziando a presentare il conto. A tutta la nazione di cinici ipocriti. Se ne accorgono, oggi, gli industriali e gli iscritti a Confindustria che cominciano a capire il risultato tragico dell’essere furbi. Perché se c’è una cosa che nel mondo degli affari, dell’impresa, del commercio e dell’economia in generale non serve ed è fondamentalmente contro-producente, è proprio quella di lanciare delle parole d’ordine, annunciare delle scelte e poi non far corrispondere in termini reali un’azione conseguente. E’ un po’ come se il direttore generale della Juventus annunciasse oggi che la società ha acquistato Cristiano Rolando, Leo Messi e Zlatan Ibrahimovic per la prossima stagione, tanto per superare l’estate e far parlare di sè, convincendo i tifosi ad acquistare l’abbonamento allo stadio; […]

Eccoci ad un nuovo appuntamento con 5giornia5stelle. Questa settimana partiamo da una immagine di repertorio: il premier in aula propone al M5S di approvare insieme una legge sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti dalle fondazioni. Per l’ennesima volta alle parole non sono seguite i fatti, infatti come ci spiegano Danilo Toninelli e Andrea Cecconi, la proposta di legge sui partiti è stato l’ennesimo buco nell’acqua targato PD. Passiamo poi alla politica estera: la questione libica è tutt’altro che in via di risoluzione e per questo motivo il M5S ha organizzato un convegno in cui sono intervenuti tra gli altri i giornalisti Luca Bertazzoni e Fulvio Grimaldi. A fare gli onori di casa, e presentare le proposte sul tema del M5S, i nostri senatori Ornella Bertorotta e Stefano Lucidi. Ci spostiamo al Parlamento Europeo, dove una rappresentanza formata da parlamentari ed europarlamentari cinquestelle, guidata da Tiziana Beghin, ha tenuto una conferenza […]

Il Governo ha ammesso che il Piano di Conservazione e Gestione del lupo, in Italia, prevede la possibilità di ucciderlo come soluzione estrema, nel caso le 22 misure di prevenzione e indennizzo previste si rivelino insufficienti. Un paradosso, quello della ‘licenza di uccidere‘, in un provvedimento che dovrebbe invece tutelare il lupo in quanto specie protetta. Il M5S non ci sta. Il modus operandi che il Governo vorrebbe applicare si contraddice con l’immobilismo che l’ha caratterizzato fino ad oggi. Lo dimostrano i dati rilevati nell’ambito del progetto Life Medwolf in Toscana, che ha permesso di registrare come appena lo 0,3% del patrimonio zootecnico ovino colpito nel 2014 sia legato a predazioni, come spiegano in aula alla Camera le nostre portavoce. Lo stesso studio inoltre dimostra che in realtà le cosiddette ‘misure preventive’, che dovrebbero garantire la convivenza tra il lupo e attività umane come la pastorizia e l’allevamento, non vengono […]

Era il 24 febbraio scorso quando la Cassazione ha stabilito un principio incontrovertibile: “Le piattaforme petrolifere devono pagare l’Imu e le altre imposte locali.” Incontrovertibile, ma solo teoricamente per questo governo. Invece il Direttore Generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella, ha deciso di fornire delle “indicazioni di massima” che, anche se strettamente riferite ad una richiesta particolare, non fanno altro che dare un alibi a chi l’IMU non lo vuole pagare. Ma la Sentenza della Cassazione è chiara e non lascia spazio a interpretazioni: le piattaforme petrolifere entro le 12 miglia sono soggette a ICI e sono classificate nella categoria catastale D/7 in quanto sono riconducibili al concetto di immobile ai fini civili e fiscali, sono accatastabili e producono un reddito proprio. Qualora mancasse un “valore catastale”, la base imponibile è il valore di bilancio del bene. Sarebbe stato doveroso un intervento di uguale tenore, nel rispetto della giurisprudenza, anche da […]

“Le false cooperative in Italia rischiano di farne chiudere quasi 4 mila tra quelle vere; danno occupazione, senza offrire tutele, a circa 120 mila lavoratori e causano un danno per le casse dello Stato pari a 750 milioni di euro. Chi ci ha accusato di sciacallaggio, o ironizzava e sminuiva la nostra battaglia per garantire maggiore trasparenza e più controlli nel settore del no profit, è definitivamente zittito da questi dati, diffusi in questi giorni da Legacoop”. Lo affermano i deputati M5S in commissione Affari Sociali. “Ancora una settimana fa, durante la discussione della riforma del Terzo Settore, avevamo ampiamente avvisato governo e maggioranza circa i rischi sulla mancanza di trasparenza e di adeguati strumenti di vigilanza, proponendo correttivi. Per garantire controlli più efficaci sarebbe stato necessario destinare maggiori fondi al sistema ispettivo e reintrodurre un organismo di controllo autonomo, come abbiamo richiesto: l’Agenzia indipendente per il Terzo Settore. Il […]

  Un sostegno a un modello innovativo, nuovo e soprattutto comunitario per un settore che prima dell’intervento del M5S non era nemmeno preso in considerazione dall’apparato normativo. La manifattura digitale. È partita il primo luglio, e si chiuderà il 25 settembre, la prima “call” presso il Ministero dello Sviluppo economico, per assegnare 10 milioni di euro (9,6 per la precisione) a Reti di imprese aventi «nel programma comune di rete lo sviluppo di attività innovative al fine di operare su manifattura sostenibile e artigianato digitale, alla promozione, ricerca e sviluppo di software e hardware e all’ideazione di modelli di attività di vendita non convenzionali e forme di collaborazione tra tali realtà produttive». Il fondo è attivo grazie a un emendamento M5S (a firma Davide Crippa) alla legge di Stabilità 2015. Avanti tutta, quindi, perché è possibile partecipare anche per Reti costituende. L’obiettivo è stato destinare i soldi solo per chi […]

  Il progetto più grande del MoVImento 5 Stelle? La democrazia diretta: e questa settimana è stato fatto un altro enorme passo in quella direzione. Nella piattaforma Rousseau si è inaugurata una nuova sezione, quella in cui gli iscritti possono proporre le loro leggi ai parlamentari. Non più solo la discussione di leggi scritte dai portavoce quindi, ma anche il contrario: i cittadini propongono una legge, che viene discussa e approvata online, e poi portata dai portavoce in Parlamento. E’ la prima volta al mondo, è il MoVimento 5 Stelle che prosegue il suo cammino. Continua anche il nostro impegno per il taglio dei costi della Casta. I capogruppo Camera e Senato, Castelli e Lucidi, hanno presentato ufficialmente al Presidente Grasso la proposta di Legge M5S per il taglio degli stipendi parlamentari. Il grande successo dell’iniziativa del microcredito (1800 nuove aziende) sta convincendo molti della bontà dell’iniziativa. Intanto anche il governo è all’opera, ma […]

Tra costose e inutili passerelle dell’aria e commesse a singhiozzo, quello sugli F35 è un programma che stenta a decollare. E sul quale grava una fitta nebbia che impedisce di conoscere con precisione i costi e soprattutto le ricadute economiche per il nostro Paese. E conferma ciò che il M5S sostiene da sempre: quello sugli F35 è un programma costoso e inutile. Per capirlo basta visitare gli stabilimenti FACO di Finmeccanica, nella base militare di Cameri, nel novarese, dove si assemblano i velivoli e dove è concentrata l’unica linea di produzione italiana degli F35: un impianto enorme, che ha richiesto un investimento di 800 milioni di euro, ma che ad oggi – nonostante i toni trionfalistici del governo – è ben lontano dal lavorare a pieno ritmo: basti pensare che al momento si sta completando la prima ala tutta italiana, delle 800 previste dal programma. Anche la previsione sulla domanda […]

Dopo oltre un anno di tutele crescenti e costosi sgravi contributivi, il bluff del Jobs act è oramai svelato a tutti. La dinamica delle nuove assunzioni pseudo-stabili fa segnare nel primo trimestre un crollo fragoroso pari al -77% tendenziale. E l’unico dato in salita è quello dei contratti a termine, i rapporti precari che crescono del 22% rispetto all’anno scorso. Oggi il M5S, con Tiziana Ciprini e Alessandro Di Battista, interroga in aula il Ministro Poletti su questo disastro combinato dal governo. Renzi e Poletti, infatti, ci hanno riempito la testa per mesi e mesi con la loro propaganda. Ora che gli incentivi si sgonfiano, l’impalcatura di cartapesta non regge più e si capisce che abbiamo buttato svariati miliardi alle ortiche. Nel frattempo esplode il fenomeno dei voucher per il lavoro accessorio, che mascherano i dati reali sulla disoccupazione, e si consuma la tragedia della Garanzia giovani, un programma nel […]

da Sergio Di Cori Modigliani Il prossimo ottobre gli italiani andranno a votare un referendum per scegliere se accogliere oppure bocciare la riforma della costituzione vigente. Chi la vuole mantenere così com’è voterà NO. Chi, invece, la vuole modificare, voterà SI. Messa così (e riferita a cittadini stranieri di un paese normale) farebbe presupporre che l’Italia sia un paese nel quale si sta facendo strada il principio della democrazia diretta e il popolo sovrano si assume la responsabilità adulta della propria scelta. Purtroppo, non è così. I sostenitori e cultori della democrazia diretta, che amano usare la parola “popolo” come se si trattasse di un corpus unico, dimenticano (o forse lo ignorano) che senza cultura, senza strumenti interiori e senza informazioni, la democrazia diretta diventa la strada più veloce per tirare la volata ai prepotenti, ai bulli, agli opportunisti e ai demagoghi. Basterebbe leggere i dati di un tragico sondaggio […]

di Sergio Di Cori Modigliani Come avevo preannunciato nel post di ieri, la nostra baldanzosa cupola mediatica ha cercato di intortare i cittadini votanti, facendo loro credere che i mercati stanno crollando per colpa dei greci. Poveri ellenici! Un’economia che ha un pil ridotto a 180 miliardi di euro, pari a 11 volte di meno di quello dell’Italia. Denunciare, fino a qualche mese fa, era un imperativo categorico, un obbligo etico. Ormai, in Italia, i tempi della denuncia sono passati: è inutile e addirittura fuorviante. Anche il bambino più sprovveduto ha capito come stanno le cose e le differenze tra i pensanti che hanno divergenze di opinione si manifestano ormai nei dettagli e in alcune specificità tecniche. Per il resto si è d’accordo nell’aver capito che siamo oggetto di falsificazione perdurante e quindi chi è credente preghi, e per gli altri tanto vale stare tranquilli e cercare di comprendere (nei […]

di Sergio Di Cori Modigliani Questa sera, durante i telegiornali, le proveranno tutte. Si sprecheranno le spiegazioni, dalla più stupide a quelle più deliranti. La verità, invece, è molto ma molto semplice, quasi elementare, già annunciata all’estero da tempo e nascosta (direi censurata) volutamente dalla cupola mediatica italiana asservita alla logica clientelare. “Stanno crollando i mercati finanziari d’Europa, l’Italia sta affondando l’economia occidentale”. Con questa frasetta diffusa questa mattina dalla radio finanziaria di Bloomberg a New York, che -a mio avviso- corrisponde esattamente a ciò che sta accadendo, il nostro paese affronta il momento più delicato in assoluto dal 1946 a oggi. Molto più grave della crisi del 1973. Ben peggiore di quella del 1993. E addirittura più poderosa, come crisi, di quella del 2011. Perché nel 1973, dentro la classe politica dirigente e imprenditoriale c’erano personalità come Enrico Berlinguer, Aldo Moro, Ugo La Malfa, Riccardo Mancini, Giovanni Spadolini; imprenditori […]

“Vorrei dire a Renzi che noi con i terroristi non abbiamo mai avuto niente a che fare. E non accettiamo lezioni da un Presidente del Consiglio condannato per danno erariale dalla Corte dei Conti che sta facendo le riforme con il condannato in via definitiva per frode fiscale Berlusconi, quello delle “cene eleganti” con le minorenni, quello che negli ultimi 20 anni ha messo mano alla giustizia esclusivamente per salvare gli affari suoi: ricordate la depenalizzazione del falso in bilancio? Solo quel provvedimento vergognoso dovrebbe consigliare di stare lontani da questo individuo. Ma ormai è chiaro che Pd e Forza Italia sono legati dalla nascita. Nessuno si illude più che il Pd voglia “dialogare” con qualcun altro se non con il compare di sempre. E così dopo 6 mesi di “profonda sintonia” Renzi e Berlusconi hanno prodotto esclusivamente il ripristino dell’immunità parlamentare e una legge elettorale senza preferenze. Ancora una […]

“Alessandro Di Battista è stato coperto di insulti per il suo post a proposito dell’Isis: l’accusa corrente è quella di “sdoganare terrorismo ed Isis” aprendo la strada ad un riconoscimento del “Califfato”. Avendo letto due volte il pezzo di Di Battista mi sono reso conto che ci sono molte forzature in queste reazioni basate spesso su estrapolazioni di frasi dal loro contesto. A proposito del terrorismo, Di Battista dice chiaramente che non lo “giustifica“ e manifesta apertamente la propria preferenza per le forme di lotta non violente. Si limita a dire che si può “capire” chi, avendo visto il suo villaggio e la sua famiglia sterminate dai droni americani, poi reagisce facendosi saltare in una metropolitana e facendo così una strage. Quel “capire” non sta per “approvare”(e lui dice chiaramente di non condividere questa scelta), ma è un modo per dire che certe reazioni sono il risultato di una logica […]

“Come si sa, questo è un Paese in cui le cose serie si decidono a ferragosto. Poi, al rientro, gli italiani trovano il piatto cotto in tavola. Ed anche oggi le cose stanno andando così. A rendercelo noto sono state soprattutto le articolesse domenicali di Eugenio Scalfari su Repubblica, ma, dopo, non è stato difficile scorgere qui e lì i segni del clima mutato. Da giugno, si sono infittiti i segni di una crescente insofferenza dei poteri forti e semi-forti verso Renzi: le bordare del gruppo Espresso-Repubblica, la sparata di Della Valle, i mugugni confindustriali, le denunce di Confcommercio, i rilievi di Cottarelli, la freddezza del “Corriere” e del “Sole 24 ore”… E’ stato come se il travolgente successo alle europee, non solo non consacrasse la leadership di Renzi, ma quasi la indebolisse: arginato il M5s, Renzi non serve più. E il preannuncio del licenziamento è arrivato con la bacchettata […]

“E’ l’economia, stupido”. Se Matteo Renzi, uno studente appassionato di politica americana, avesse prestato più attenzione allo slogan di successo inventato per la campagna presidenziale di Bill Clinton nel 1992, potrebbe essere in una posizione migliore di quella in cui si trova oggi. Il 6 agosto l’Istat ha rivelato che l’Italia è di nuovo in recessione. Stime preliminari suggeriscono che il PIL è diminuito dello 0,2% nel secondo trimestre del 2014, dopo un calo dello 0,1% nel primo trimestre. Questo è stato il peggior colpo per il primo ministro dall’inizio del suo mandato nel mese di febbraio. Nessuno si aspettava una prestazione così scarsa. Le previsioni indicavano una variazione tra lo 0,1% e il -0,1%. Se la stima sarà confermata, vorrà dire che la crescita del secondo trimestre è la più debole di sempre a partire dal 2000. Il ministro delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha fatto buon viso a […]

“Oggi ci aspettavamo che il presidente del consiglio Matteo Renzi arrivasse nell’aula del Senato, giusto in tempo per appuntarsi sul petto la medaglietta di salvatore della patria. Ma noi del Movimento 5 Stelle oggi non parleremo a un presidente del Consiglio che per settimane è andato in tv a farsi bello presentandosi come l’uomo del dialogo, e poi in quest’Aula si è sempre rifiutato di confrontarsi con noi. Alla faccia del dialogo! Vogliamo parlare, invece, agli italiani, gli unici veri interlocutori a cui dobbiamo rendere conto del lavoro che facciamo in quest’Aula. Gli unici a cui sentiamo di dover spiegare quello che sta accadendo in questi giorni neri per la democrazia e per il Paese. Questa triste storia comincia con la bufala di un’emergenza che non c’è: Renzi ci ha detto che servono le riforme per far ripartire il Paese, e che tra tutte la più urgente, urgentissima, era la […]

Dopo l’abolizione del Senato e il tradimento della Costituzione da parte del trio Napolitano, Renzie, Berlusconi, l’unica forza democratica del Paese è il M5S. L’unica che opera attraverso gli strumenti di democrazia rimasti: leggi popolari, referendum, elezioni di candidati “non nominati”, rispetto dell’esito referendario dell’eliminazione dei finanziamenti pubblici ai partiti e della pubblicizzazione dell’acqua. Non c’è più l’alternativa tra noi o loro, ma tra loro e la democrazia. Il M5S ha provato in tutti i modi di affermare una democrazia con la partecipazione autentica dei cittadini. Ha persino provato a migliorare la legge elettorale con una sua proposta, sbeffeggiata dall’ebetino, che non ci ha ancora risposto in streaming come se non rappresentassimo milioni di votanti alle politiche, che giocava con il telefonino mentre i nostri rappresentanti discutevano. Un truzzo con le pieghe della pancia de fora nella camicetta bianca da gagà. O loro o la democrazia. Non c’è più scelta. […]

“Ricordate quando dalla stampa vi dicevano che l’Italia stava vivendo una ripresa economica senza precedenti? Hanno mentito”. A scriverlo è il blog finanziario Zero Hedge che sottolinea come lo Stato italiano deve circa 75 miliardi di euro (102 miliardi dollari) ai fornitori privati​​. Le fatture non pagate stanno portando al collasso le aziende creditrici, innescando licenziamenti, chiusura di fabbriche e fallimenti. “Faremo in modo che gli arretrati siano pagati entro la fine dell’anno”, ha dichiarato il ministro delle finanze italiano Pier Carlo Padoan al Corriere della Sera. E’ divertente, prosegue il blog americano, perché a marzo, il premier Renzi aveva promesso che tutto il debito sarebbe stato pagato… adesso. Una settimana dopo ha poi detto settembre. “Attenderemo speranzosi settembre solo per scoprire che non solo il debito alle aziende private non sarà stato pagato, ma sarà inevitabilmente aumentato”. Il governo, del resto, sta trovando difficoltà a affrontare il problema a […]