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“Oggi ci aspettavamo che il presidente del consiglio Matteo Renzi arrivasse nell’aula del Senato, giusto in tempo per appuntarsi sul petto la medaglietta di salvatore della patria.
Ma noi del Movimento 5 Stelle oggi non parleremo a un presidente del Consiglio che per settimane è andato in tv a farsi bello presentandosi come l’uomo del dialogo, e poi in quest’Aula si è sempre rifiutato di confrontarsi con noi.
Alla faccia del dialogo!
Vogliamo parlare, invece, agli italiani, gli unici veri interlocutori a cui dobbiamo rendere conto del lavoro che facciamo in quest’Aula.
Gli unici a cui sentiamo di dover spiegare quello che sta accadendo in questi giorni neri per la democrazia e per il Paese.
Questa triste storia comincia con la bufala di un’emergenza che non c’è: Renzi ci ha detto che servono le riforme per far ripartire il Paese, e che tra tutte la più urgente, urgentissima, era la riforma della Costituzione!
Ma cari italiani, davvero non potevamo sopravvivere senza questa riforma?
Davvero la sera, quando tornate a casa e vi rigirate nel letto senza riuscire a prendere sonno, voi pensate alla Costituzione?
Quando arrivano le bollette, ogni mese sempre più alte, e non sapete come pagarle, anche in quel momento voi pensate alla Costituzione?
O quando non potete fare una Tac velocemente, perché dal privato costa centinaia di euro, e allora pazienti vi mettete in liste d’attesa lunghe anche un anno, è alla Costituzione che date la colpa?
No, ditecelo: perché se è così, allora noi non abbiamo capito niente e vi chiediamo scusa.
Ma se anche voi avete qualche perplessità sul fatto che tra le tante priorità che servono a questo Paese per rialzarsi e rimettersi in moto, forse c’era qualcosa di più importante che cambiare la nostra carta costituzionale, beh allora sappiate che non siete i soli a pensarlo.
Visto che ci vogliono far credere che senza riforma non mangiamo, allora parliamone.
Renzi ci viene a raccontare che con questa riforma si tagliano finalmente i costi della politica.
Ma se voleva davvero dare un colpo alla Casta, e tagliare sul serio sprechi e ingiustizie che oggi non possiamo più tollerare, poteva accogliere i nostri suggerimenti.
Gli abbiamo chiesto di cogliere l’occasione per tagliare il numero di tutti i parlamentari, anche dei deputati.
Ma Renzi ha detto No.
Gli abbiamo chiesto di mettere un tetto massimo ai loro stipendi.
Il Movimento 5 stelle l’indennità se l’è dimezzata, sia alla Camera che al Senato, ma non basta: bisogna che lo facciano tutti i parlamentari della Repubblica.
Ma Renzi ha detto No.
Gli abbiamo chiesto di togliere i vitalizi ai parlamentari condannati, ma Renzi ha detto No.
Ci ha annunciato che il nuovo Senato sarà meno costoso.
Ma anche questa è una bufala, perché i nuovi senatori godranno di tutti i benefici della Casta.
In questo nuovo Senato, è giusto che lo sappiate, gli italiani non potranno più mettere il becco.
Sarò più brutale: i cittadini non potranno più eleggere i senatori.
Il diritto di voto gli viene scippato per darlo ai segretari di partito.
Saranno loro a nominare i futuri senatori, scegliendoli tra i sindaci e i consiglieri regionali.
Sì avete capito bene: quei consiglieri regionali di cui avete tanto sentito parlare perché si compravano le mutande (i signori), il reggiseno (le signorine), con i vostri soldi.
Quelli delle inchieste sulle spese pazze e i rimborsi truccati, quelli che hanno mangiato a mani basse finché si poteva.
Noi abbiamo chiesto un Parlamento pulito, dove i condannati non possano entrare.
E Renzi, invece, questi signori li porta in Senato.
E gli dà pure l’immunità, lo scudo, nel caso la giustizia volesse ficcare il naso in cose che non la riguardano.
Con queste nostre proposte per un nuovo Senato davvero economico, davvero democratico, davvero pulito, pensavamo di poterci confrontare con Renzi e il governo.
Così non è stato.
In commissione i nostri 200 emendamenti – e non i 6mila di Sel o i 1000 di Fi – sono stati tutti bocciati.
In Aula la colonna sonora che ha accompagnato le votazioni della riforma è stata sempre la stessa: respinto, respinto, respinto.
Nessuna delle nostre proposte è stata approvata.
Ma dov’è il dialogo? Chi l’ha visto il confronto?
In quest’Aula abbiamo visto solo un Ministro che twitta e dispensa sorrisi verso i banchi di Forza Italia.
Una maggioranza che ha il coraggio di votare contro il governo solo quando c’è il voto segreto.
E un Presidente del Senato che ha impedito alle opposizioni di esprimersi.
Perché bisognava fare in fretta, nemmeno stessimo votando la lista della spesa.
Qui invece parliamo della Costituzione, quanto di più importante e sacro esiste per le istituzioni.
E invece questa Costituzione l’avete voluta votare in fretta e furia.
Perché? Solo per permettere a Renzi di farsi un selfie con l’Aula del Senato alle spalle e dire su Twitter quanto è figo?
Quando ormai tutto era deciso, quando il nostro ruolo di opposizione definitivamente svilito, abbiamo deciso di uscire dall’Aula.
E lo abbiamo fatto anche per richiamare l’attenzione sulle vere priorità del Paese, che in questo momento non sono le riforme costituzionali.
Il paese, oggi, chiede risposte serie e concrete alla crisi economica, alla mancanza di lavoro, alle imprese, grandi e piccole, ferme al palo.
Per questo il Movimento 5 Stelle aveva chiesto di portare in Aula subito i provvedimenti economici: questi andavano discussi con urgenza, non la finta riforma del Senato.
E questo non è ostruzionismo, questo è senso di responsabilità.
Quel senso di responsabilità che manca al nostro Presidente del Consiglio.
Renzi pensava di incantare gli italiani con la storia degli 80 euro.
Poi tre giorni fa Confcommercio ha svelato che questi 80 euro non hanno cambiato di una virgola la situazione del Paese: i consumi sono fermi, i risparmi non sono cresciuti, l’economia non si è ripresa. Gli 80 euro che rimettono in moto l’Italia sono un’altra bufala del fantastico mondo di Renzi.
Renzi ha fallito.
L’Istat ha fatto una fotografia impietosa di questo povero Paese: Il Pil è sceso dello 0,2% (e dello 0,3 su base annua): un risultato del genere non si aveva da 14 anni.
Non c’è slide propagandistica che tenga: siamo impantanati in una recessione tecnica.
E invece Renzi e il suo ministro Padoan ci dicevano che la crescita sarebbe stata intorno al + 0,8% a fine 2014.
Un errore che agli italiani costa 17 miliardi di euro.
Renzi ha fallito.
Il tasso di disoccupazione giovanile oggi è del 43,7%, il più alto degli ultimi dieci anni.
Ma i provvedimenti sul lavoro sono chiusi in un cassetto, rinviati a settembre, perché in questo momento è più importante twittare sulla riforma del nuovo Senato, un Senato senza più poteri, ma con gli stessi costi di sempre.
Renzi ha fallito.
E nessuno ci venga a dire che le cose vanno così in tutta Europa, perché sappiamo benissimo che persino Paesi che hanno attraversato una crisi più profonda della nostra, oggi sono in ripresa.
Renzi ha fallito.
A pensare a quello che accadrà in autunno, ci vengono i brividi.
Renzi e Padoan continuano a dire che non servirà una manovra lacrime e sangue.
Ma come possono mentire così spudoratamente? Come lo affronteranno un debito pubblico che dall’inizio dell’anno è aumentato di 96 miliardi con una crescita del 4,7%?
Per correggere i conti serviranno almeno 20 – 25 miliardi.
Secondo voi questi soldi dove li andranno a prendere?
Taglieranno le pensioni d’oro dei grandi manager? Tasseranno i grandi patrimoni?
Niente di tutto ciò.
Ecco quello che faranno: taglieranno le pensioni minime, toccheranno i conti correnti degli italiani con un prelievo forzoso, aumenteranno i ticket e le tasse scolastiche, taglieranno fondi alla sanità pubblica e alla scuola.
Cari italiani: è davanti agli occhi di tutti che questo governo ha fallito.
Se questa maggioranza avesse la schiena dritta, se non fosse ricattata da un governo incapace ma arrogante, se questa classe politica fosse migliore del paese che rappresenta, allora il da farsi sarebbe chiaro a tutti: anche voi sfiducereste questo governo.
Il Movimento 5 Stelle questo governo lo ha già sfiduciato e lo sfiducia anche oggi.
Consegneremo un testo con centinaia di mail stampate, arrivate in queste settimane sulle caselle di posta di tutti i senatori, contenenti gli emendamenti che gli italiani avrebbero voluto presentare a questa riforma: perché il potere appartiene al popolo e non al suo presidente del consiglio”.

Vito Petrocelli, Capogruppo M5S Senato

PS: La ministra Boschi non è informata sulla riforma del Senato, poiché ignora che con questi numeri la stessa è soggetta (come da Costituzione) a referendum confermativo. La sovranità appartiene al popolo

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